“CW PATRIMONIO INTANGIBILE DELL’UMANITA’“
Che fine ha fatto la proposta? Sto cercando notizie sul web e ciò che leggo non favorisce la candidatura. Pare che denominare un sito “PATRIMONIO INTANGIBILE DELL’UMANITA’” crei un indotto pari o superiore al sei percento di guadagno per il turismo. Sembra che gli esponenti dell’Organizzazione siano la maggior parte ambasciatori che cercano di fare interessi per la propria nazione. Qual è il valore aggiunto del CW Patrimonio Unesco? Non porta certamente soldi e quindi nessuno ha interesse nel portare avanti la proposta, però culturalmente e storicamente parlando è senz’altro un valore aggiunto. Nonostante tutto, il Morse crea un unione mondiale dei suoi sostenitori che non ha eguali nel mondo e d’altronde uno scopo dell’UNESCO è quello della cooperazione scientifica per rafforzare i legami tra Nazioni. Chi meglio dei Radioamatori interpretano questo mandato? Siamo gli ultimi che praticano il CW e portano avanti nel tempo l’invenzione di Marconi e Company e la tengono viva collegandosi tutti i giorni in etere con contatti tra i cinque continenti. Il Morse rappresenta la prima comunicazione digitale e ha contribuito ai suoi esordi allo sviluppo dell’economia mondiale. Basterebbe solo questo a rendere ufficiale la sua candidatura. Molti stati, attraverso i suoi sostenitori, stanno portando avanti la proposta ma dal 2016 non riesco più a trovare nessuna iniziativa.

Translated by Google```````
"CW INTANGIBLE HERITAGE OF HUMANITY"
What happened to the proposal? I am looking for news on the web and what I read is not conducive to candidacy. It seems that naming a site "INTANGIBLE HERITAGE OF HUMANITY" creates an induced amount equal to or greater than six percent of income for tourism. It seems that the representatives of the Organization are mostly ambassadors who try to make interests for their own nation. What is the added value of the Unesco Heritage CW? It certainly does not bring money and therefore no one has an interest in pursuing the proposal, but culturally and historically speaking it is certainly an added value. In spite of everything, Morse creates a world union of its supporters that has no equal in the world and, moreover, one of UNESCO's aims is that of scientific cooperation to strengthen ties between nations. Who better than radio amateurs interpret this mandate? We are the last to practice CW and carry forward the invention of Marconi and Company over time and keep it alive by connecting every day over the air with contacts between the five continents. Morse represents the first digital communication and contributed to the development of the world economy in its early days. This alone would be enough to make his candidacy official. Many states, through its supporters, are carrying out the proposal but since 2016 I can no longer find any initiative.

 

A una svolta la nostra campagna per il CW

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“CW PATRIMONIO INTANGIBILE DELL’UMANITA’“
Knockin’ on UNESCO’s Door.

 

Nella battaglia, come Radio Rivista l’ha giustamente definita, che l’A.R.I. sta conducendo da quando ha deciso di raccogliere la raccomandazione della IARU - emersa dalla 32^ Conferenza Mondiale tenuta il 19 Agosto 2011 a Sun City (Sud Africa) – con cui si proponeva la richiesta di riconoscimento della <RADIOTELEGRAFIA (CW), Patrimonio Intangibile dell’Umanità>, siamo schierati ed abbiamo tutte le intenzioni ed i mezzi per rimanere in prima fila. Ci giochiamo la partita fino in fondo, ringraziando il sostegno di Dio, a gloria del quale Marconi fece della Radio il più nobile mezzo di comunicazione tra gli uomini; il sostegno dei nostri Soci, dei Comitati Regionali, degli amici dell’INORC, del Gruppo “Radio Officers” e di quanti credono nel riscatto di questa inestimabile risorsa del radiantismo.

Per coordinare un’azione che veda l’ARI, protagonista del riconoscimento del “CW, Patrimonio dell’Umanità” ci siamo attivati, seguendo l’evoluzione di questa proposta sia sul fronte internazionale presso la Segreteria del “World Heritage Centre” di Parigi, sia presso la Segreteria della C.N.I di UNESCO Italia dalla quale stanno monitorando l’evoluzione di questo Progetto, destinato a dare una svolta al radiantismo italiano ed internazionale.

Verso un così importante obiettivo, l’ARI nell’ambito dei suoi “Progetti Speciali” sta cercando di orientare il suo impegno, di convogliare motivazione ed interesse di quanti hanno capito e credono nelle potenzialità del Progetto che si prefigge di collocare la “Radiotelegrafia - CW - quale Patrimonio Intangibile dell’Umanità”.

Credo che meriterò tutta la fiducia di grandi storici Marconiani, come il mio amico I4CDH Lodovico Gualandi ed altri (scusatemi se non cito i nomi), se per il miglior successo di questo Progetto, ritengo sia doveroso che a sostenerlo sia la Patria dell’Inventore della Radio. Un riscatto storico, altro che velleitario! Un merito che, mi auguro, possa essere attribuito alla Comunità dei Radioamatori Italiani che nell’ARI riconosce le radici dell’associazionismo radiantistico, custode dei valori che da Marconi stesso abbiamo orgogliosamente ereditato.

Questo passo avanti verso l’obiettivo, vuol dimostrare a tutti che l’ARI non solo non ha mollato ma che intende arrivare fino in fondo, al di fuori ed al di sopra di qualsiasi personalismo, per rivendicare alla Comunità Radiantistica del mondo, appunto un “Patrimonio Intangibile dell’Umanità”. SOSTENIAMO TUTTI questo importante Progetto, perché la Radiotelegrafia possa degnamente far parte dei beni preziosi che l’Umanità ha conquistato e vuole trasmettere alle future generazioni. Grazie!

Vi rimando alla lettura della nostra lettera all’UNESCO!

Alfredo D. Gallerati, IK7JGI
Consigliere Delegato Progetti Speciali A.R.I.

 

 

Gli editoriali di Ottobre http://www.ari.it/images/stories/home/villa.jpg

Quel ticchettìo del cuore

di Gabriele Villa, I2VGW

La nostra copertina che, come un film, parte da Morse e Marconi e arriva a “Curiosity”, la sonda che sta ficcando il naso su Marte e intanto lascia sul terreno un messaggio fatto di punti e linee, sta a significare che la faccenda è di quelle importanti. E mi auguro che anche voi la riteniate tale. Riga dopo riga, pagina dopo pagina, vi renderete conto che ho mantenuto la parola.
Lo scorso Giugno, davanti ad un centinaio di soci, nella cena Ari organizzata a Friedrichshafen, ho annunciato che sarei partito con una campagna di stampa per sostenere quanto deliberato, o, meglio, “raccomandato” dalla Conferenza Iaru della Regione 1, tenutasi in Sud Africa a Sun City, un anno fa. La raccomandazione alle associazioni nazionali, ad ogni singola associazione nazionale appartenente alla Regione 1, di sottoscrivere e di inviare una richiesta ufficiale all'Unesco, affinché “riconosca il Codice Morse come Patrimonio Intangibile dell'Umanità”.

Detta così, sembrerebbe una pura formalità. Una lettera su carta intestata, in questo caso su carta intestata dell'ARI, da scrivere in bell'italiano, anzi in bell'inglese, sotto la quale metterci un timbro e una firma. La firma, nel caso specifico del nostro presidente nazionale, Graziano I0SSH. Ma l'invio di questa lettera, già peraltro deliberato con convinzione e unità, dal nostro CDN mentre scrivo queste righe, non basta. Perché può sembrare soltanto un atto formale, e non un atto d'amore. Esagero? Niente affatto. Me ne sono accorto leggendo gli articoli che anche voi, fra pochi istanti comincerete a leggere. Sono articoli autorevolissimi, scritti da autori eccellenti e con dichiarazioni di eccellenti protagonisti del mondo della telegrafia, cui, nei prossimi numeri di Radio Rivista si affiancheranno altre firme e altri protagonisti eccellenti. Articoli che potranno piacervi, come mi auguro, o non piacervi. Ma, e su questo non ho il minimo dubbio, che non vi lasceranno indifferenti. In ciascuno dei pezzi che si susseguono trovate, infatti, rigorose ricostruzioni storiche, considerazioni tecniche ineccepibili, racconti di vita ordinaria e straordinaria che, insieme, tutt'insieme, danno corpo e sostanza alla nostra campagna di stampa e la trasformano, come nemmeno io mi sarei mai immaginato, quando ho annunciato il varo di questa iniziativa giornalistica, in un fantastico puzzle di emozioni che non possono non fare riflettere anche il lettore più distratto e refrattario a qualsiasi sussulto del cuore. Certo fa un po' strano che a “fare la predica”sull'importanza e sul, oggi più che mai, fondamentale contributo del CW al miglioramento della nostra vita e della nostra sicurezza, sia un mediocre grafista come me che, pur avendolo studiato e imparato anche piuttosto bene, in verità, a suo tempo, in vista dell'esame per la licenza, poi l'ha ignobilmente messo da parte e dimenticato,o quasi, altrettanto in fretta. Ma per la solita legge del contrappasso, eccomi qui adesso a perorare la non facile causa che tutti, convinti, dobbiamo sostenere affinché la Telegrafia diventi Patrimonio dell'Umanità. Probabilmente mettere in fila, linee e punti, punti e linee, come è accaduto, in tutti questi anni, nelle stazioncine ferroviarie, come negli avamposti militari sperduti, sui transatlantici, come nelle case di tanti di noi, forse per qualcuno (c'è sempre qualcuno pronto a storcere il naso) non sarà esattamente la stessa cosa o lo stesso “patrimonio”della Grande barriera corallina o della Baia degli squali o del Teatro dell'Opera di Sydney in Australia. E forse non sarà nemmeno la stessa cosa o lo stesso “patrimonio”che offrono all'Umanità, le Missioni gesuite del Chiquitos in Bolivia o la Grande Muraglia in Cina o Mont Saint-Michel e la sua baia in Francia o, in Italia, Venezia e la sua laguna, i Sassi di Matera, le Dolomiti o le Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Ma quanto sono “tangibili” realmente tutte queste meraviglie? Esattamente come è tangibile un tasto telegrafico, di qualsiasi foggia sia, nel momento in cui lo pigiamo per mandare segnali nell'etere. E quanto destano meraviglia ed emozione quelle meraviglie che ho appena citato e le centinaia di meraviglie che figurano nella World Heritage List dell'Unesco? Esattamente come il codice Morse che, molti di voi ne sono e ne sono stati buoni testimoni, basta far risuonare ancora oggi nelle scuole del mondo, per accendere stupore e meraviglia persino negli studenti più schizofrenicamente avvinghiati ad Internet e al virtuale mondo dell'illusione. Io non so se riusciremo a centrare il nostro obbiettivo e a convincere, prima la commissione italiana dell'Unesco e poi l'Unesco tutta, della bontà di questa idea e della necessità di salvaguardare la telegrafia come “patrimonio”dell'Umanità affinché lo si possa tramandare e regalare alle generazioni che verranno. So soltanto, e conto di venire confortato dal vostro parere al riguardo tramite e-mail e lettere, che, con questa campagna di stampa, abbiamo imboccato la strada giusta. Lo sento. Perché quelle linee e quei punti è come se fossero un ticchettio del cuore.

 

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Al Circolo unificato l’alfabeto Morse patrimonio Unesco

MERANO. L'iniziativa prende spunto dalla decisione dell'Unesco di riconoscere l'alfabeto Morse come patrimonio dell'umanità. Sulla scia di questa notizia, dunque, l'ARI (radiotelegrafisti...

19 febbraio 2013

MERANO. L'iniziativa prende spunto dalla decisione dell'Unesco di riconoscere l'alfabeto Morse come patrimonio dell'umanità. Sulla scia di questa notizia, dunque, l'ARI (radiotelegrafisti radioamatori) Italian Telegraphy Club della nostra città, sabato 23 febbraio, alle 16, presso il Circolo militare unificato (via Mainardo 132) ha organizzato un briefing sulla telegrafia nel quale parteciperanno alcuni relatori tra cui il noto costruttore di tasti telegrafici e scrittore di numerosi libri sulla radio, Piero Begali.

All'ingresso del Circolo, inoltre, verrà esposta una mostra retrospettiva di materiale telegrafico di antica e nuova generazione curata dal radioamatore e telegrafista degli alpini, Vito Vetrano, affiancato dallo stesso Piero Begali. Per gli interessati, inoltre, in serata è stata programmata una cena nel corso della quale per i partecipanti sarà sorteggiato un tasto telegrafico di pregiato valore. Per ulteriori informazioni rivolgersi al 3479048268 o all'indirizzo e-mail, in3vst@tin.it.

Tornando sulla notizia, vale la pena sottolineare che anche l'alfabeto Morse, così come le lingue antiche, le lingue morte, stia per finire nel museo che raccoglie gli strumenti che hanno fatto crescere l'umanità. Terminate le sperimentazioni, sta subentrando l'utilizzo di un nuovo linguaggio telecomunicativo più evoluto e dall'impiego più semplice. Il nuovo sistema si chiama GMDSS (Global Maritime Distress and Safety Breese Morse). Basterà, in sostanza, premere un pulsante per inviare il fatidico SOS. A quel punto resterà il fascino del vecchio linguaggio Morse creato da Samuel Morse, che accompagnò la scoperta del telegrafo e del famoso alfabeto cui si è legato per oltre un secolo e mezzo il salvataggio di centinaia di migliaia di vite umane. (gi.bo.)

 

Morse Code as UNESCO Intangible Cultural Heritage

On December 12th, the Cabinet of Germany ratified the UNESCO
Convention for the Safeguarding of Intangible Cultural Heritage, which brings us one step closer to the goal of the Deutscher Amateur Radio Club (DARC) and IARU to have Morse Code added to the list of Intangible cultural heritage.

The national UNESCO offices are checking the applications of their respective countries, and upon success they will be sent to Paris, where in November 2014, Morse Code could finally be accepted to the list.

UNESCO and Morse code

Application for Morse code recognition by UNESCO

Since 2010 former professional operators of the maritime radio service and amateur radio operators

make efforts to have the Morse code recognized by UNESCO as an intangible cultural heritage. A

suitable proposal at the regional conference of the International Amateur Radio Union (IARU)

Region 1 in 2011 was adopted. The appropriate Recommendation SC11-C3-16 reads:

„To safeguard Morse Code as an Intangible Heritage“. On request of the IARU Conference

assembly, German Amateur Radio Club (DARC) accepted to carry out the necessary detailed

eleaboration of a typical example of the relevant UNESCO forms. A group of experts drafted texts

at great length and collected other necessary information to be included in a UNESCO application.

At end 10 required pictures were provided representing some visual context to Morse code. All

drafts and pictures are available on internet : http://www.doese-apprt.de/draft/liste.html and

http://www.doese-apprt.de/draft/piclist.html

In August the whole documentation was sent by DARC to the many Region 1 member societies as

well as to the overall President of IARU and the Presidents of Region 2 and 3. The intention is to

encourage also Region 2 and 3 to act accordingly, since Morse code was used worldwide from the

mid 1830's on. We like to draw the attention to one important point regarding the application

procedure. No IARU member society, not even the IARU as a whole can file a proposal at

UNESCO. Only the UNESCO committees of those countries are entitled to do so, which have

ratified the applicable „Convention for the Safeguarding of the Intangible Cultural Heritage“

(effective date 2006). In the documentation a list of those countries is included (File:

UAI_countires.doc) which are both member societies of IARU and which have signed the above

mentioned UNESCO ICH Convention as well.

The whole effort aims at two major targets. First step is to have Morse code recognized by

UNESCO as an intangible cultural heritage and subsequently be included in the official

„Representative List“. This is the almost only aim of the present application. After Morse code

officially is recognized it will be easier for countries to launch safeguarding programs for collection

of data and possibly hardware etc. In no way it is the intention to argue for a reintroduction of

Morse code in any radio service.

The participants of this googlegroups forum are invited to contact their amateur radio societies and

offer co-operation in preparing an own proposal containing national pecularities.

For the German interest group on the Morse code heritage

Norbert Gabriel (former RO – ship/shore amateur DJ7ZY)

Juergen Gerpott (former RO – ship, amateur DL8HCI)

Rolf Marschner (former RO – ship, amateur DL9CM)

September 2012

 

 

Morse code as a world heritage

August 21, 2014

 

 

What began in Germany through the efforts of former professional operators and now radio amateurs may see the United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO) recognise Morse code on its Intangible Cultural Heritage list.

An initial proposal was adopted at the International Amateur Radio Union Region 1 conference in Sun City, South Africa 2011, and since then it has been developed further sent to the IARU Region 2 & Region 3.

The Deutscher Amateur Radio Club, the IARU member society, has done the necessary work completing the UNESCO application forms, and provided the requested 10 pictures to give some visual context.

Morse code was used worldwide from the mid-1830s, first with landlines and later joined by radio. UNESCO is checking the documentation, and in November 2014, Morse code is expected to included on the Intangible Cultural Heritage list.

Among the many already listed by UNESCO on the ICY list in Need of Urgent Safeguarding are a traditional horse-riding game, Chinese abacus, calligraphy

  

 

WCC – CHATAM RADIO http://skipagard.com/wccrcvrsite.html

For nearly 100 years 500 kHz has been the maritime calling and distress frequency. It has saved over 10,000 lives, nearly everyone has heard about the Titanic, but in its first decade there are documented instances where over 5000 lives were saved using this frequency.

Much of the credit for the invention of wireless goes to Guglielmo Marconi.

Radio Officers’ Groups World Wide are joining togheter in calling for 500kHz to be made an International Heritage site and to obtain recognition of Morse Code as inmaterial Heritage of Humanity by UNESCO.

If you are Radio Officer and since now you had not part at the petition you can join the initiative writing to the e-mail adresses you find in the Radio Officers section of this website or to the webmaster.

It is not sufficient to enthusiastically discuss this topic amongst yourselves. In order to really gain something you have to make representation to your responsible institution. We urge you to do so very soon!

distress-watch-600

The Distress Watch and 500kHz working point at Wick Radio GKR.

The Radio Officer on duty is Tom McLennan

 

The Art of Morsecode Communication

 

Working Group on UNESCO - Intangible Cultural Heritag (ICH):
IKM - "Interessengruppe Kulturerbe Morsetelegrafie"



Prepared UNESCO application documents ICH02 & ICH07 to be used
by IARU - member societies & other contributors in english language.
You are free to copy and alter documents as necessary for your own
application towards your national UNESCO representativ in your country

Please keep in mind, that only this national representatives are
privileged to file in applications to the annual UNESCO general assembly
for recognition of 'intangible cultural heritage' !

Archive of valid documents as per 10th October 2013

Papers compiled by IKM

http://www.doese-apprt.de/ikmi/Pariscoverenglish.jpg


 

               Guidelines for the completion of nomination forms ICH-02 and ICH-07 
                                                by IARU member societies

The nomination forms ICH-02 and ICH-07 as well as the „Instructions for completing these nomination forms“ are available at:
                    
HTTP://WWW.UNESCO.ORG/CULTURE/ICH/EN/FORMS

In observing those instructions it is recommended to also recognize the following requirements:

The attached prepared document ICH-02 by IARU has to be completed by member societies at several points („sections“). If a member society only is in the position to complete an ICH-02 in the year 2013 or even later, one has to select the appropriate version of this document which will carry the relevant dates on its first page.

 

To section       Fill in the applying country which according to the enclosed list ist signatory of  the
      
A.                “Convention for the Safeguarding of Intangible Cultural Heritage”                  

     
To section       If English is the official language in your country  repeat the „name of the element“

      B.2.           of section B.1. here. If an other language is your official language, the translated text
                        of section B.1. has to be filled in here, for example:
                       
French: Activités pour recueillir des renseignements sur la compétence de télégraphe en
                                        code Morse et les applications correspondantes

                          German: Sammlung von Informationen über die Fähigkeit mit dem Morsealphabet 
                                         zu telegrafieren und über dessen Anwendungen.

To section        Fill in the requested data of your IARU member society. In case an IARU-region or
      
E.               the IARU as a whole establishes a common point of contact, also such information
                         should be included here.

To section        Fill in at least the data of your IARU member society. If  IARU has decided to

      4.d.            to establish a common point of contact it should also be mentioned here. Provided
                         that you have the consent with other national concerned organizations, you should
                         mention them.


To section       
The necessary description can only be done by the National UNESCO-commission.
       
5.                The proposed "element" (see section B.1) will probably not yet be in any inventory
                           of any country (according to § 12 Convention). By the appliance of the IARU member
                           society to the National UNESCO- commission for submission of the documents to the
                           UNESCO the addition to the national inventory lists can happen at the same time.
                           For this national application this detailed application form ICH- 02 should suffice.


To section         The requested 10 photographs are listed in the enclosed UNESCO document
       6.a.             ICH-07. In part 1 of this document „The cession of rights and register of
                          documentation“ under point 1. the 10 photographs listed are provided as examples
                          only. Each IARU member society is invited to find other photographs which are
                          specifically related to the national situation.
                          Nevertheless for those photopraphs listed as examples the conditions which are
                          stated under points 2 to 4. are met. A formal signature(s) as foreseen at the end of
                          document ICH-07  Part 1 for these examples is not necessary, but has to be
                          provided when choosing own nationally preferred photographs.                

To section         The signature for the nomination of Morse code has to be given by your national
        7.               UNESCO-commission, but not by your member society. For the final proceding
                          as well as the forwarding of the documents to UNESCO, only the national
                           UNESCO-commission is responsible.

 

 

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Additional information

Contributors: Smith, Tony

Publication: UNESCO Courier

Date: July-August 1999

Subjects: Morse Code--Usage
Shipping Industry
Distress Signals--Standards
Telecommunications Systems

Article excerpt

A world information highway built as a result of the 19th-century century communications revolution came to the end of the road at the beginning of this year. Or did it?

From midnight, January 31, 1999, international regulations no longer require ships at sea to be equipped to call for help in an emergency using Morse code and the well-known SOS signal. On February 1, the Global Maritime Distress and Safety System (GMDSS), using satellite and other high-tech communication techniques, replaced a system which since the early part of this century has saved countless ships and thousands of lives.

GMDSS has been developed and progressively implemented since 1979. As more and more ships adopted the new system, coastal radio stations around the world have been closing down their wireless telegraphy (W/T) services as demand has decreased.

As midnight approached on January 31, many of the remaining stations sent their final Morse signals in a profusion of emotional messages, typical of which was this from a group of Danish stations: "Concluding an era of more than 90 years of W/T service from Danish coast stations, starting in 1909. . . . This is the last transmission for ever."

Thus signed off with dots and dashes the era of Morse telegraphy, a medium which in the 19th century had created a revolution in world communications, serving virtually every aspect of human activity: government, diplomacy, business, industry, railways, newspapers, military, and more, plus the needs of ordinary people who wished to send telegrams.

'What Hath God Wrought!'

Following the Italian physicist Alessandro Volta's invention of the voltaic pile in 1800, the first means of storing electricity, there was an upsurge of electrical experimentation, including many attempts to achieve communication between distant points using electricity and metal wires. In 1832, Samuel F.B. Morse, a well-known American artist, conceived the idea of an electromagnetic instrument to achieve this by means of interrupted electrical currents corresponding to a prearranged code (see box).

In 1843, Congress allocated $30,000 to test his invention on a 40-mile (65-km) line along the railroad from Washington to Baltimore. This opened on May 24, 1844, with the sending of the apposite phrase "What Hath God Wrought!", and within a year private companies came into being with plans to run Morse lines to all parts of America.

In 1866, after several earlier attempts, a submarine cable linked Britain and America. By 1871 a cable had reached Australia, and well before the turn of the century most of the world was covered by a vast network of Morse lines.

A new industry

The Morse telegraph created an entirely new industry which, amongst other things, offered women for the first time an opportunity to take up a respectable career, that of a telegrapher, outside their own homes. Telegrams became a way of life for business and for individuals, and many large organizations had their own telegraph offices.

In 1848, six New York newspapers formed the Associated Press, sharing news-gathering and telegraphic services. They hired their own lines and operating staff, and by 1923 AP landlines across North America totalled 92,000 miles (148,000 km) serving the interests of 1,207 member newspapers.

Many famous people started their careers in the telegraph industry. Thomas Edison, the famous inventor, was an itinerant Morse telegrapher at the age of 17, travelling thousands of miles throughout the United States and Canada, taking job after job as his fancy, or circumstances, dictated.

Andrew Carnegie, the industrialist and philanthropist, began as a messenger boy and was a telegraphist for twelve years. Gene Autry, "the singing cowboy", who died in 1998 aged 91, was a railroad telegrapher in his youth before he became a Hollywood star.

In the early days of broadcasting, a telegrapher accompanied American commentators to sporting events, and special lines were installed to connect the stadium to the radio station. …

Le Code Morse patrimoine culturel immatériel de l’UNESCO

Publié le 4 janvier 2013 | Par AUTEUR

http://www.radioamateurs.news.sciencesfrance.fr/wp-content/uploads/2013/01/International_Morse_Code-fr-232x300.pngLe 12 Décembre 2012, le Conseil des ministres d’Allemagne a ratifié  à l’UNESCO une Convention pour la sauvegarde du patrimoine culturel immatériel, qui nous rapproche un peu plus vers l’objectif du Club Deutscher Amateur Radio (DARC) et IARU pour avoir le code Morse ajouté à la liste du patrimoine culturel immatériel.

Les bureaux nationaux de l’UNESCO vérifient les demandes de leurs pays respectifs, et en cas de succès, ils seront envoyés à Paris, où, en Novembre 2014, le code Morse pourrait finalement être acceptée à la liste.

http://www.radioamateurs.news.sciencesfrance.fr/wp-content/uploads/2013/01/UNESCO1.jpg

 Source DXNL et Southgate News